Numeri verdi regionali

Le Regioni hanno attivato numeri dedicati per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia:

    Altri numeri utili dedicati all'emergenza nuovo coronavirus: Abruzzo

    Nella Regione Abruzzo per l’emergenza sanitaria sono attivi i seguenti numeri:

    Liguria
    • Nella Regione Liguria è attivo il numero di emergenza coronavirus 112
    Molise Piacenza
    • Nel Comune di Piacenza per informazioni contattare il 0523 317979 attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13
    Numero di pubblica utilità 1500
    • Attivo anche il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute
    Numero unico di emergenza Contattare il 112 oppure il 118 soltanto se strettamente necessario
     

    Beffa sul blocco sfratti. Governo pone il veto ​sull’accordo di revoca

    Beffa sul blocco sfratti. Governo pone il veto ​sull’accordo di revoca

    L’ampia maggioranza che sostiene il nuovo Governo Draghi avrebbe trovato un’intesa sul tema degli sfratti, argomento che ha suscitato una serie di polemiche negli ultimi tempi da parte dei proprietari degli immobili per i blocchi decisi in conseguenza dell’emergenza sanitaria. Grazie a un emendamento al decreto Milleproroghe firmato da Movimento 5 Stelle, Pd, Italia Viva, Forza Italia e Lega si prevede che il blocco agli sfratti può saltare se questi ultimi non rientrano nel periodo in cui è esplosa la pandemia da Covid-19, ossia se sono antecedenti a marzo 2020. L’emendamento prevede che dal primo aprile ripartirebbe il rilascio degli immobili per i quali la morosità dell’inquilino era stata convalidata prima della crisi pandemica. Per le altre case o negozi il blocco resterà in vigore fino a giugno.

    In questo modo si metterebbe fine a una discriminazione nei confronti dei proprietari che si vedono costretti a subire danni economici rilevanti non percependo l’affitto per casi che non c’entrano nulla con il Covid-19. Sono in tanti ad essere davvero in grave difficoltà. La modifica prevista dalle forze politiche di maggioranza, però, tiene conto anche di un altro importante aspetto, differenziando gli immobili ad uso abitativo da quelli a uso commerciale. Per ciò che riguarda le case, si terrà conto del fattore temporale (prima o dopo marzo del 2020), per i negozi e gli immobili non destinati ad uso abitativo, invece, entrerà in gioco un ulteriore criterio, cioè saranno valutate le difficoltà economiche dell’inquilino scaturite successivamente all’esplosione della pandemia. Un modo per evitare gli sfratti per quei commercianti i quali sono nelle condizioni di non poter pagare l’affitto.

    Si sta studiando nei particolari questa ulteriore precisazione, ma l’obiettivo è quello di tutelare chi la crisi l’ha subita in maniera così pesante da mettere in discussione la stessa sopravvivenza dell’attività. A più riprese le associazioni di categoria, Confedilizia in testa e ilGiornale.it avevano chiesto al precedente Governo di intervenire. Ma niente da fare: i giallorossi si erano voltati dall’altra parte lasciando da soli i proprietari di casa che devono fare i conti con gli affittuari che non pagano e che stanno, in alcuni casi, distruggendo gli immobili. Ora, le stesse associazioni sembrano essere rinfrancate da questo emendamento voluto trasversalmente dalle forze politiche di maggioranza, anche se un sospiro di sollievo i proprietari degli immobili interessati lo tireranno solo quando il Milleproroghe verrà approvato. E infatti in serata è arrivata la protesta di Confedilizia che di fatto ha protestato per il momentaneo blocco dell’emendamento fermato all’ultimo secondo dall’esecutivo: “Ieri sera, alla Camera, le forze della maggioranza più ampia della storia repubblicana avevano raggiunto l’accordo su un emendamento al decreto Milleproroghe teso a limitare il blocco degli sfratti di 16 mesi, all’evidente scopo di attenuare l’iniquità di questa misura, salvando almeno i proprietari in attesa da anni di rientrare in possesso del proprio immobile (come disposto dai giudici). Oggi, all’ultimo secondo, il Governo ha posto il veto su questo accordo e ha chiesto al Parlamento di soprassedere. È possibile – non per noi, ma per il rispetto che si deve a tante famiglie di piccoli risparmiatori in difficoltà – conoscere le ragioni di una decisione così inusuale e così foriera di effetti negativi sul settore immobiliare?”, ha affermato in una nota Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.

    Sorgente notizia: https://www.ilgiornale.it/ Vai all’articolo originale

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